Quella strada da casa sua alla stazione sembrava non finisse mai. Usciti dal vialetto del condominio, c’era quella grande strada, dove però non passava nessuno. In quel paese di provincia di Vicenza, dove si era fatta la storia dell’industria, stava poco a poco concludendosi un rapporto. L’ospedale con il suo ingresso con la sbarra in lontananza. Il parco pubblico, verde in una giornata grigia. Attraversato il centro, poco a poco, passando sotto la statua che era stata abbattuta per sbaglio dagli operai, la stazione si avvicinava sempre di più. Era il 27 di dicembre del 2003. Arrivati in stazione, in quel buco minuscolo, c’era il trenino a diesel che aspettava. “Dai su che tra poco partiamo” farfugliava il capotreno. “Vorrei un ultimo abbraccio” chiesi. Lui controvoglia mi abbracciò.
Ci siamo rivisti dopo un anno e mezzo. Tutti quei sentimenti per lui erano stati spazzati via dal suo carattere cambiato in modo così profondo. Era diventato un altro.
M.D.P.
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I sentimenti verrano sempre spazzati via. Più che dal tempo, dalle persone.
Comment by Orchidea Bionda July 26, 2008 @ 8:44 pm