Ci eravamo visti sotto la sede dell’Università. Circa le 9 di sera di un sabato che sembrava indirizzato verso il divano e la noia. Dopo tanto aspettare, inprovvisamente è arrivato lui. Scrisse che voleva vedermi, “sta sera che fai? Non hai impegni?”, qualcosa del genere insomma. Ci siamo mossi verso uno dei bar e siamo stati molto a parlare. Poi ancora alcool in corpo. “Beh, ora è tardi, vado a casa”. Dissi. “Ti accompagno?”.
Finì con un bacio nel buio del sottoscala. I corpi che si toccano. Silenzi che dovevano essere tali e invece erano dei mugugni. Inizò così questo strano rapporto.
Durò poco. L’illusione di far continuare quel rapporto, finì. Questo è il tempo di vivere con te, diceva battisti. Ma tra me e G, non c’era più nulla. L’amicizia, quella che avrebbe tanto voluto con F.F. era sparita nel momento in cui si trovarono nel sottoscala.
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